Vespri

Das Wort des heiligen Paulus aus dem Galaterbrief, das wir eben gehört haben, lässt uns aufhorchen. Die Zeit ist reif, sagt Paulus. Jetzt macht Gott Ernst. Was Gott den Menschen schon immer mit den Worten der Propheten sagen will, das macht er nun an einem schlagenden Beispiel deutlich. Gott macht uns klar, dass er der gute Vater ist. Und wie macht er das? Wie macht er das? Dadurch, dass er seinen Sohn Mensch werden lässt. An diesem konkreten Menschen Jesus können wir kapieren, was Gott eigentlich meint. Er will Menschen, die frei sind, weil sie sich als Kinder eines guten Vaters immer geborgen wissen.

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Um dies zu verwirklichen, braucht Gott nur einen Menschen. Er braucht eine Frau, eine Mutter, die seinen Sohn als Mensch zur Welt bringt. Das ist die Jungfrau Maria, die wir mit dieser Vesper heute Abend ehren. Sie war ganz frei. In ihrer Freiheit hat sie Ja gesagt. Sie hat für immer das Gute getan. So hat sie Gott und den Menschen gedient. Sie hat so Gott und den Menschen gedient. Halten wir uns ihr Beispiel vor Augen, wenn wir wissen wollen, was Gott von uns als seinen Kindern eigentlich erwartet.


OMELIA DEL SANTO PADRE

Le parole di san Paolo che abbiamo appena ascoltato, tratte dalla Lettera ai Galati, attirano la nostra attenzione. Il tempo è compiuto, dice Paolo. Ora Dio realizza la sua opera decisiva. Ciò che Egli da sempre ha voluto dire agli uomini – e lo ha fatto tramite le parole dei profeti –, ora lo manifesta con un segno evidente. Dio ci dimostra che Lui è il Padre buono. E come fa questo? Come lo fa? Lo fa attraverso l’incarnazione del suo Figlio, che diventa come uno di noi. Attraverso quest’uomo concreto di nome Gesù possiamo capire ciò che Dio veramente intende. Egli vuole persone umane libere, perché si sentono sempre protette come figli di un buon Padre.

Per realizzare questo disegno, Dio ha bisogno soltanto di una persona umana. Ha bisogno di una donna, una madre, che metta al mondo il Figlio. Lei è la Vergine Maria, che onoriamo con questa celebrazione vespertina. Maria fu totalmente libera. Nella sua libertà ha detto di “sì”. Lei ha fatto il bene per sempre. Così ha servito Dio e gli uomini. Lei ha servito Dio e gli uomini. Imitiamo il suo esempio, se vogliamo sapere ciò che Dio si aspetta da noi suoi figli.


DOMANDE DEI MINISTRANTI

1. Santo Padre, nell’autunno dell’anno scorso Lei ha pubblicato l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, in cui ha anche ricordato l’«urgenza» che i giovani «abbiano un maggiore protagonismo» nella vita della Chiesa. Come possono i giovani, secondo Lei, avere un maggiore protagonismo?

2. Santo Padre, mi piace molto essere ministrante. Ma a volte non è tanto facile esserlo. Certe domeniche preferirei fare una bella dormita, altre volte ho impegni d’altro genere, per esempio un’attività sportiva o suonare uno strumento, e comunque sia la mia decisione mi ritrovo ad avere un po’ di rimorso. Alcuni dei miei amici, poi, non capiscono perché io sia ministrante, mi prendono in giro o sono risentiti con me perché magari a causa di questo impegno non ho tempo per qualcos’altro. Mi può dare un consiglio per gestire questa situazione?

3. Santo Padre, il motto del pellegrinaggio recita: “Liberi! Perciò è permesso fare del bene”. Si riferisce al passo del Vangelo in cui Gesù guarisce l’uomo con la mano inaridita, in modo che possa letteralmente “riprendere in mano” la sua vita. In quel passo Gesù rimanda al cuore del sabato: Dio ci fa liberi affinché facciamo del bene nella nostra vita e nel nostro ambiente. Nel mio quotidiano spesso ruota tutto intorno a regole, a scuola o nella formazione professionale, con i miei genitori e anche nella Chiesa. Come sperimentare nella mia vita che la fede significa libertà?

4. Santo Padre, qui è facile per noi tutti percepire la libertà; ma quando torniamo a casa, tutto è diverso. Come posso vivere questa libertà nel mio quotidiano?

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Vielen Dank für Ihren Besuch!
(Grazie tante per la vostra visita)

Vorrei offrirvi alcuni spunti di riflessione tenendo presenti le domande che mi hanno rivolto i vostri rappresentanti, questi quattro…

Voi vi chiedete che cosa potete fare per essere più protagonisti nella Chiesa e che cosa si aspetta la comunità cristiana dai ministranti. Prima di tutto ricordiamoci che il mondo ha bisogno di persone che testimonino agli altri che Dio ci ama, che è nostro Padre. Nella società, tutti gli individui hanno il compito di mettersi al servizio del bene comune, offrendo le cose necessarie per l’esistenza: il cibo, i vestiti, le cure mediche, l’istruzione, l’informazione, la giustizia… Noi discepoli del Signore abbiamo una missione in più: quella di essere “canali” che trasmettono l’amore di Gesù. E in questa missione voi, ragazzi e giovani, avete un ruolo particolare: siete chiamati a parlare di Gesù ai vostri coetanei, non solo all’interno della comunità parrocchiale o della vostra associazione, ma soprattutto al di fuori. Questo è un impegno riservato specialmente a voi, perché con il vostro coraggio, il vostro entusiasmo, la spontaneità e la facilità all’incontro potete arrivare più facilmente alla mente e al cuore di quanti si sono allontanati dal Signore. Tanti ragazzi e giovani della vostra età hanno un immenso bisogno di qualcuno che con la propria vita dica loro che Gesù ci conosce, che Gesù ci ama, che Gesù ci perdona, condivide con noi le nostre difficoltà e ci sostiene con la sua grazia.

Ma per parlare agli altri di Gesù bisogna conoscerlo e amarlo, fare esperienza di Lui nella preghiera, nell’ascolto della sua parola. In questo voi siete facilitati dal vostro servizio liturgico, che vi permette di stare vicino a Gesù Parola e Pane di vita. Vi do un consiglio: il Vangelo che ascoltate nella liturgia, rileggetelo personalmente, in silenzio, e applicatelo alla vostra vita; e con l’amore di Cristo, ricevuto nella santa Comunione, potrete metterlo in pratica. Il Signore chiama ognuno di voi a lavorare nel suo campo; vi chiama ad essere gioiosi protagonisti nella sua Chiesa, pronti a comunicare ai vostri amici ciò che Lui vi ha comunicato, specialmente la sua misericordia.

Comprendo le vostre difficoltà a conciliare l’impegno di ministrante con le varie attività, necessarie alla vostra crescita umana e culturale. Bisogna un po’ organizzarsi, programmare in modo equilibrato le cose… ma voi siete tedeschi, e questo vi viene bene! La nostra vita è fatta di tempo e il tempo è dono di Dio, pertanto occorre impegnarlo in azioni buone e fruttuose. Forse tanti ragazzi e giovani perdono troppe ore in cose futili: il chattare in internet o con i telefonini, le “telenovele”, i prodotti del progresso tecnologico, che dovrebbero semplificare e migliorare la qualità della vita, e talvolta distolgono l’attenzione da quello che è realmente importante. Tra le tante cose da fare nella routine quotidiana, una delle priorità dovrebbe essere quella di ricordarsi del nostro Creatore che ci consente di vivere, che ci ama, che ci accompagna nel nostro cammino.

Proprio perché Dio ci ha creati a sua immagine, abbiamo ricevuto da Lui anche quel grande dono che è la libertà. Se non è esercitata bene però, la libertà ci può condurre lontani da Dio, può farci perdere la dignità di cui Lui ci ha rivestiti. Per questo sono necessari degli orientamenti, delle indicazioni e anche delle regole, tanto nella società quanto nella Chiesa, per aiutarci a fare la volontà di Dio, vivendo così secondo la nostra dignità di uomini e di figli di Dio. Quando non è plasmata dal Vangelo, la libertà può trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del peccato. I nostri progenitori, Adamo ed Eva, allontanandosi dalla volontà divina sono caduti nel peccato, cioè nel cattivo uso della libertà. Cari ragazzi e ragazze, non usate male la vostra libertà! Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata! Se seguirete Gesù e il suo Vangelo, la vostra libertà sboccerà come una pianta in fiore, e porterà frutti buoni e abbondanti! Troverete la gioia autentica, perché Lui ci vuole uomini e donne pienamente felici e realizzati. Solo aderendo alla volontà di Dio possiamo compiere il bene ed essere luce del mondo e sale della terra!

La Vergine Maria, che si è riconosciuta come «la serva del Signore» (Lc 1,38), sia il vostro modello nel servire Dio; lei, la nostra Madre, vi aiuti ad essere, nella Chiesa e nella società, protagonisti del bene e operatori di pace, ragazzi e giovani pieni di speranza e di coraggio.

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